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Edizione Memoriale Bandinelli

Trascrizione Memoria 1

A dì 18 di maggio 1552

 

Al nome di Dio; della Gloriosa Madre; di Santo Giovambatista e di Santa Caterina da Siena miei avvocati. Questo libro chiamato Memoriale, segniato B, è di me cavaliere Bartolomeo Bandinelli, nobile fiorentino, tenuto e scritto per le mani di Cesare mio figliolo, da me dettatogli, dove saranno scritte più e diverse memorie sì come hanno fatto Bartolomeo e Francescho di Bandinello miei avoli; e tutto per inteligentia de’ miei successori, acciò sappino chi sono e quanto si devono bene portare, e tutto a gloria de Dio.

 

Al nome de Dio

 

Memoria prima. Sapranno i mia discendenti, sì come troveranno per diversi ricordi di Michelagniolo mio padre, Bartolomeo mio bisavolo e Francescho di Bandinello mio archavolo, in un libro di ricordi in cartapecora segniato A, di loro propria mano e cominciato in Siena l’anno 1430, quale appresso di me si conserva, e raccomandolo a’ miei figlioli, come la Casa nostra ha auto origine da’ Bandinelli di Siena, e per loro inteligentia:

Da un conte Bandinello avolo di papa Alessandro III, il quale discendendo da un conte di Franchonia, che venne con Carlo Magnio imperatore di Lamagnia, dal quale ricevè in Toschana castelli e signorie, et essendo de’ Grandi e Magniati, i suoi discendenti si feciono cittadini di Siena, dove dagli imperadori vegnenti furono fatti vicarij in Toschana e conti di Siena: da questo conte, dico, nacque lo conte Guido, quale ebbe per figliolo lo conte Aldobrandino, e questi Guido, che fu in Terra Santa con molti Crocisegniati, a’ quali comandava; et ebbe in suo retaggio più castella, e fu padre di Bandinello, che vendé quello della Selva alla signoria di Siena; lo quale fu padre di messere Sozzo, cavaliere di retaggio e del Senato; quale, fra gli altri figlioli, ebbe Francescho senatore e cavaliere molto famoso, ricco e splendido, come si vede per un trionfo di un gentiluomo de’ Rossi mostratomi in Siena da messere Belisario e messere Niccholò Bandinelli di Siena, miei parenti, che lo conoscevano e me ne hanno promesso copia. Dallo cavaliere Francescho nacque uno altro Bandinello, che, inparentatosi con madonna Claudia Forte Guerri, morì giovane e lasciò Francescho suo figliolo, il quale Francescho, avendo in Siena preso madonna Salimbeni, dal quale nacque tre figlioli chiamati Bartolomeo, Bandinello e Claudia; Bandinello morì in fasce, e Claudia si fece monacha in Siena; hora Bartolomeo, diventato discolo e di una compagnia chiamata Chiassa, il padre lo mandò a Firenze, lo raccommandò alla protetione di Cosimo de’ Medici il Magnifico, che allora dominava quasi tutto lo Stato Fiorentino, avendo i Bandinelli, per avere dato altre volte soccorso particolare a quella repubblicha, amicizia seco e con Giovanni suo padre, detto Piccarda; ma Bartolomeo, pocho attendendo a’ ricordi del padre e alla nobiltà del sangue suo, si innamorò di una giovane de’ Ceccherini, Maria addomandata, e presela per moglie senza saputa di nessuno, onde il padre, venuto in collera né accquietato alle persuasioni di Cosimo, che lo esortava, da che il fatto era fatto, ad avere pazzienzia, sì per questo come per altre cagioni, vedendo le discordie della sua città, le private nimicizie e il popolo avere tolto il maneggio a’ grandi della maggiore lira e monte, se ne andò per diverse parti del mondo, di Europa e di Asia, come si vede da’ ricordi sopra nominati de’ detti Francesco e Bartolomeo etc. a carte 7 e 12, e finalmente tornato e vedendo essere nato un figliolo a Bartolomeo, chiamato Viviano per l’anticho Viviano fratello di papa Alessandro III e di Oddo Bandinelli, alle preghiere di Cosimo venne ad abitare in Firenze in torno al anno 1450 et aperse casa tolta a pigione in via Larga; ebbe Bartolomeo tre altri figlioli, Francescho, Fu[l]genzio e Bandino.

Fulgenzio studiò in Parigi, si addottorò dalla Sorbona in utroque iure e, tornato a Firenze, se ne andò a Siena da’ suoi parenti Bandinelli, e doppo alcuni mesi si fece e vestì in S. Tommè di Siena, dove fatto proffessione fu mandato a Milano, ove doppo alcuno tempo nel Capitolo Generale fu fatto presidente di quel ordine: era homo di grande scienzia, di buona vita, e compose molte opere in prosa, in rima, latine e toschane, delle quali ne è alcune in casa; e perché la religione e frateria delli Humiliati era in quei tempi molto relassata per esservi molte ricchezze, pochi conventi e molti de’ grandi scaprestati, volendola ridurre alla osservanza vi patì molte persecutioni, e volendo il papa a sue preghiere rimuoverlo e farlo vescovo, venne di relassatione a morte e fu sotterato in Braida: gli fu fatto uno epitaffio dal Averoldo. Francescho morì in fasce e Bandino andò in Francia, dove sotto il capitano Brissonetto fu alfiere, chiamato da’ Francesi Bandino di Toschana. Si trova del generale fra’ Leone una ode in scherzo contro agli Humiliati etc. Quanto a Viviano primo genito di Bartolommeo, prese moglie in Roma madonna Smeralda Donati, nobile fiorentina; ne ebbe due figlioli: Michelagniolo e Giovambatista. Giovambatista, che fu, come si dirà, capitano in Francia, non ebbe figlioli, né prese moglie; ma Michelagniolo, tolta madonna Caterina di Taddeo Ugolini, mia amatissima madre, quale[1] ebbe me Bartolomeo, Ruberto e Giovambatista e Lucretia, che, monacha in Santo Vincentio di Prato, fu chiamata suora Piera; Ruberto morì piccolo, Giovambatista, cassiere della banca de’ Medici, venne a morte di 18 anni, et io, avendo presa per moglie madonna Iacopa di Giovambatista Doni, ne ebbi Cesare, Caterina prima, Caterina seconda, Scipione, Alessandro, Giulio, Leonora, Laura e Michelagniolo e Lucretia.

Tutto quanto è detto di sopra si prova et vede da’ sopra detti ricordi e scritture private e pubbliche di Siena e di Firenze: àlbore della casa, testamenti appresso di me et a’ Bandinelli mia di Siena. Con tutto ciò, per dare maggiore notizia della Casa, facendoci da principio, rinnoveremo alla memoria alchuni particolari de’ principali sopra nominati, rimettendo però i mia successori al suddetto libro di ricordi tenuto ampliamente da’ detti Francescho, che cominciò la nostra genealogia, e da Bartolomeo suo figliolo. E prima:

 

Prima fascia apparato

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Seconda fascia apparato

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