UNA STORIA D'AMORE LUGANESE DI 100 ANNI FA, RIEMERSA DAGLI ARCHIVI

Di recente, durante alcuni lavori di restauro, al pian terreno della luganese Villa Giambonini, è stata ritrovata una lapide in pietra serena (cm. 80 x 100), con una scritta in caratteri capitali che, in un latino ampolloso e pieno di abbreviazioni, così recita: “AD R. PERP. MEM.”, ossia: ad rei perpetuam memoriam, a perenne memoria dei fatti.

Ecco quanto, dopo lunghe ricerche in archivio, sono riuscito a ricostruire di quei fatti.

Negli anni Venti del Novecento, in viale Castagnola 27, a Lugano, in un bel villino edificato nel 1906 dall’architetto ticinese Bernardo Ramelli, in pieno “stile Boito”, per Domenico Giambonini, tiratore a segno e prima medaglia ticinese alle Olimpiadi, abitava con moglie e figlio Giuseppe Balducci.

Il Giardino di Azadi

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